18/03/2019 – Abc.BO – Bologna
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con Rita Bernardini (Già deputata radicale e membro della commissione giustizia camera XVI legislatura, ora membro coordinatore della Presidenza del Partito Radicale), Prof. Vittorio Manes (Professore Ordinario Diritto Penale Alma Mater Studiorum Università di Bologna), Prof. Andrea Morrone (Professore Ordinario Diritto Costituzionale
Alma Mater Studiorum Università Bologna).
Il 2018 è stato per le carceri italiane un vero e prorprio annus horribilis. I suicidi tra i detenuti sono stati ben 67, il numero più alto dal 2001 a oggi e 15 in più rispetto all’anno precedente. Un numero che deve far riflettere e che apre anche a diversi temi relativi alla vita quotidiana dei detenuti, dal numero di telefonate disponibili, al tema della sanità, fisica e mentale, a quello dell’affettività. La situazione sovraffollamento è una patologia cronica che affligge il nostro sistema penitenziario, e a nulla sono serviti gli interventi della Corte Europea dei Diritti dell’uomo negli anni, tra cui la ormai nota sentenza Torreggiani. All’interno delle strutture penitenziarie vi è oggi una popolazione di più di 60.000 persone, circa 10.000 in più rispetto ai 50.000 posti regolamentari, dei quali non si sa quanti siano realmente agibili, con un sovraffollamento che si attesta al 120%. Questo nonostante la commissione dei reati sia calati dell’8,3% nello scorso anno e in cui anche i più recenti dati sulla recidiva ci ricordano quanto lo strumento carcere sia attualmente più criminogeno che rieducativo. Si è dunque davanti a una vera e propria situazione di emergenza e di violazione permanente dei diritti dei detenuti e della nostra Costituzione, siamo all’interno di un regime penitenziario evidentemente illegale.


